*ESSERE IDIOTI NON E’ PIU’ UNA SCELTA*
15 Mag

La “bibbia” del giornalismo italiano, dal Corriere a sua volta tratto da Repubblica:
… Anche se dopo il suo arresto non ha più visto il giornalista Travaglio, l’ex maresciallo Ciuro ricorda bene quella vacanza al «Golden Hill» con Travaglio e il dottor Ingroia durante la quale «si stava insieme, si giocava a tennis e si facevano lunghe chiacchiere a bordo piscina ma poi ognuno faceva la sua vita anche perché c’erano i figli piccoli». E il conto? «Di questa vicenda io non ne so niente, lui ebbe i contatti con la signora del residence. Per il pagamento se l’è vista lui, io non me ne occupai». Più di un dubbio, invece, ce l’ha l’avvocato Sergio Monaco, difensore di Aiello: «Premesso che non sono io la fonte di D’Avanzo, che non conosco, posso solo dire che l’ingegner Aiello conferma che a suo tempo fece la cortesia a Ciuro di pagare un soggiorno per un giornalista in un albergo di Altavilla Milicia. In un secondo momento, l’ingegnere ha poi saputo che si trattava di Travaglio». Qui finisce la storia di una vacanza di tanti anni fa, uno di quegli episodi che possono capitare a chiunque ceda alla tentazione di mischiare villeggiatura, amicizie di lavoro e qualche equivoco di troppo. Ricorrendo alla saggezza di Pietro Nenni, istillata ai giovani socialisti a un congresso del Psi, si potrebbe parafrasare: «A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura».
Dino Martirano
Travaglio hai visto a forza di “rompere i coglioni” hanno trovato pure per te “la storiella” equivoca di frequentazioni mafiose, così ti impari a rompere i coglioni, fatti i cazzi tuoi!
Per gli eventuali e futuri giornalisti imparate dal Corriere e Repubblica come si fà giornalismo, questo è un esempio di giornalismo killer vendicativo creato ad-hoc, su commissione come una vera e propria eliminazione fisica, ma si rischia di meno e la penna non lascia tracce al test della paraffina, però questo giornalismo implica una condizione fisico-igienica, avrete sempre l’alito che puzza di merda conseguenza della lingua attaccata al culo del padrone, sciuoò accucciaaaa!
La replica di Travaglio:
Caro direttore, D’Avanzo è liberissimo di ritenere che i cittadini non debbano sapere chi è il presidente del Senato. Io invece penso che debbano sapere tutto, che sia nostro dovere informarli del fatto che stava in società con due personaggi poi condannati per mafia, che si occupava di urbanistica come consulente del comune di Villabate, controllato dal clan Mandalà, anche dopo l’arresto del figlio del boss e subito prima dello scioglimento per mafia.
Perciò l’ho scritto (dopo valorosi colleghi come Lillo, Abbate e Gomez) e l’ho detto in tv presentando il mio libro. Anche perché la Procura di Palermo sta ancora vagliando le dichiarazioni rese nel 2007 dal pentito Francesco Campanella, già presidente del consiglio comunale di Villabate e uomo del clan Mandalà, sul piano regolatore che, a suo dire, il boss aveva “concordato con La Loggia e Schifani” (Ansa, 10 febbraio 2007).
Ciò che non è consentito a nessuno, nemmeno a D’Avanzo, è imbastire una ripugnante equazione tra le frequentazioni palermitane del palermitano Schifani e una calunnia ai miei danni che - scopro ora - sarebbe stata diffusa via telefono da un misterioso avvocato: e cioè che l’imprenditore Michele Aiello, poi condannato per mafia in primo grado, mi avrebbe pagato un albergo o un residence nei dintorni di Trabia. La circostanza è totalmente falsa e chi l’ha detta e diffusa ne risponderà in tribunale.
Potrei dunque liquidare la cosa con un sorriso e un’alzata di spalle, limitandomi a una denuncia per diffamazione e rinviando le spiegazioni a quando diventerò presidente del Senato. Ma siccome non ho nulla da nascondere e D’Avanzo sta cercando - con miseri risultati - di minare la fiducia dei lettori nella mia onorabilità personale e nella mia correttezza professionale, eccomi qui pronto a denudarmi.
Se questo maestro di giornalismo avesse svolto una minima verifica prima di scrivere quelle infamie, magari rivolgendosi all’albergo o dandomi un colpo di telefono, avrebbe scoperto che: 1) non ho mai incontrato, visto, sentito, inteso nominare questo Aiello fino al giorno in cui fu arrestato (e comunque, non essendo io siciliano, il suo nome non mi avrebbe detto nulla); 2) ho sempre pagato le mie vacanze fino all’ultimo centesimo (con carta di credito, D’Avanzo può controllare); c) ho conosciuto il maresciallo Giuseppe Ciuro a Palermo quando lavorava alla polizia giudiziaria antimafia (aveva pure collaborato con Falcone). Mi segnalò un hotel di amici suoi a Trabia e un residence ad Altavilla dove anche lui affittava un villino.
Il primo anno trascorsi due settimane nell’albergo con la mia famiglia, e al momento di pagare il conto mi accorsi che la cifra era il doppio della tariffa pattuita: pagai comunque quella somma per me esorbitante e chiesi notizie a Ciuro, il quale mi spiegò che c’era stato un equivoco e che sarebbe stato presto sistemato (cosa che poi non avvenne). L’anno seguente affittai per una settimana un bungalow ad Altavilla, pagando ovviamente la pigione al proprietario. Ma i precedenti affittuari si eran portati via tutto, così i vicini, compresa la signora Ciuro, ci prestarono un paio di cuscini, stoviglie, pentole e una caffettiera. Di qui la telefonata in cui parlo a Ciuro di “cuscini”. Ecco tutto.
Che c’entri tutto questo con le amicizie mafiose di Schifani, francamente mi sfugge. Qualcuno può seriamente pensare che, come insinua D’Avanzo, quella vacanza fantozziana potrebbe rendermi anche solo teoricamente ricattabile da parte della mafia o addirittura protagonista di “una consapevole amicizia mafiosa”? Diversamente da Schifani, non solo sono un privato cittadino. Non solo non sono mai stato socio né consulente di personaggi e di comuni poi risultati mafiosi. Ma non ho mai visto né conosciuto mafiosi, né prima né dopo la loro condanna. Chiaro? Se poi questo è il prezzo che si deve pagare, in Italia, per raccontare la verità sul presidente del Senato, sono felice di averlo pagato.
Ps. Su una sola cosa D’Avanzo ha ragione. Tra i miei ex direttori, ho dimenticato quello del “Borghese”: Daniele Vimercati. Era uno splendido e libero giornalista. Purtroppo non c’è più, l’ha portato via a 43 anni una leucemia fulminante. Mi manca molto.
7 Risposte for "Travaglio mafioso e pezzo di merda!"
guarda caso ora lo accusano di frequentazioni mafiose…….dovresti vergognarti tu e quell’altro fenomeno del vice direttore di repubblica di attaccare uno che ha le palle e ci mette la faccia…
A proposito se sai usare internet correttamente troverai anche un articolo del El pai che dice le stesse identiche cose su schifani e compagnia bella.
TACI!!!!!!!!!!!!!!!!!
BISOGNA RINGRAZIARE CHI COME LUI FA INFORMAZIONE E LA FA ANCHE BENE!!!!!!!!
pippo non vorrei darti dell’analfabeta ma non saprei in che altro modo dirti che non hai capito un cazzo di quel che hai letto, sempre che tu sia riuscito a leggere senza farti accecare dal titolo del post, ho scritto esattamente il contrario di quello che hai capito, rileggi e magari riconsidero l’idea che sei analfabeta.
Hai ragione sul ringraziare Travaglio infatti il senso del post è proprio questo, peccato non l’hai capito!
Anche io volevo sfogarmi, ma non c’è un blog di Repubblica su cui farlo… Comunque l’amico sopra… lo capisco, siamo tutti esasperati dagli attacchi ai giornalisti e pensatori liberi… ha letto il titolo e non il resto..
ah! e poi, non è stato notato che la seconda ingiuria del titolo è una precisa citazione dal prof (dott? sig?) Sgarbi… troppa rabbia non fa notare le raffinatezze…
@giovanni capisco le incazzature ma giudicare senza capire non è bello, e poi le raffinatezze del titolo come sai non sono mie, fra un po’ Sgarbi chiederà i diritti d’autore
in ogni caso ad equivocare così ci si fa sempre una figura da pirla!
guardo regolarmente la trsmissione anche se trovo indigeste queste persone!Sono una persona estremamente tollerante ma a volte mi chiedo ,come persone così,possano occupare spazio in una TV pubblica,TV di tutti,TV pagata da tutti!Costoro hanno la bisacca di Fedro sulle spalle!Travaglio ,poi, passa l’intero suo tempo a cercare lo sporco che c’è negli altri,proposte non ne ho mai sentite!Visto che si sentono tanto forti,si mettano in discussione ,vista la grande affidabilità che dimostrano,potrebbero conquistare un sacco di voti!Questi due signori li considero molto pericolosi!Fomentano addirittura l’odio razziale!Ho visto l’ultima puntata,ed ho assistito all’attacco fatto a Castelli da un ospite invitato da Santoro,gli è sfuggito di mano,per mè è un fatto gravissimo che potrebbe far sollevare piazze!mi sembrate due ULTRAS prima di una partita di calcio!Nella TV di informazione non ci devono essere ULTRAS!
@enzo concordo che sull’informazione che non devono esserci ultras, anche se è difficile sapere cosa passa per la testa di ognuno e comunque ognuno ha il diritto di dire la sua, ovviamente poi ne risponde.
Per il resto da quel che scrivi rimarrebbe solo, Vespa, Mentana e Riotta … non mi garba, mio nonno ha combattuto per lasciarmi molto più di questo!
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