*ESSERE IDIOTI NON E’ PIU’ UNA SCELTA*
12 Giu
Nel post di Grillo ho visto questo video che a quanto pare evidenzia la Markette più autentiche, in quanto a Chiambretti sintetizzo che non ho mai visto nessun programma che ha fatto, almeno non intenzionalmente, mi è capitato di vedere le sue “performance” in qualche occasione per lo più nella totale indifferenza per la pochezza di quanto offerto.
A parte le qualità comunicative del Chiambretti che evidenziano di fatto tutti i suoi limiti, lo vedrei più nella parte a lui congeniale, quella del “Pierino”, ovvero con quel nomignolo diminutivo con cui si identificano i personaggi di bassa elevatura, poi pensandoci se proprio si deve fare due risate con un “Pierino” tanto vale avere Alvaro Vitali, almeno lui non pretende un cazzo e fa ridere!
19 Mag

Spiego brevemente che cosa è lo spam prima che qualcuno come al solito legge un cazzo per un altro, lo spam identifica la quantità di monnezza che arriva a chiunque abbia un indirizzo email, di solito sono messaggi che promuovono viagra e mille altre cazzate del genere, ci siamo?
Per difenderci dalla monezza che ci arriva sulla posta elettronica adottiamo vari metodi, la pazienza di cancellarla, oppure per non privarci dell’uso della mail e non perdere troppo tempo usiamo i sistemi che filtrano ed eliminano lo spam, detti software antispam.
Forse anche al più frettoloso lettore incomincia a delinearsi il senso del post, con “Travaglio antispam della disinformazione” voglio dire esattamente questo, ovvero i media tradizionali quelli che lobotomizzando gli italiani e che fanno “opinione pubblica”, sono fuori controllo per gli italiani ma controllati benissimo dal potere, questi sono i diffusori dello spam, ovvero una sorta di monezza che esce dal televisore o trasuda dalle pagine dei giornali, monezza come quella che invade le nostre email.
Travaglio tuttavia non può eliminare tutto lo spam, la quantità diffusa ogni giorno va ben oltre le capacità della prima release del suo antispam, siamo ora alla Travaglio 1.0, molte altre ce ne vorranno prima che il software diventi più robusto e riesca a contrastare massicciamente lo spam quotidiano.
Dato che l’antispam Travaglio 1.0 è Open Source, a nessuno è vietato di contribuire per migliorare il sistema, anzi, se ne incoraggia la partecipazione così da rendere la community più ampia e compatta e godere delle migliorie e novità apportate, in questo modo potrà beneficiarne tutti, e tutti potranno meglio proteggersi dai costanti e futuri attacchi.
E’ consigliabile tenere sempre installato il Travaglio 1.0 ovunque e di attivare l’update automatico e tenerlo in modalità giornaliera, in questo modo si possono ottenere aggiornamenti quotidiani e ridurre al minimo l’infiltrazione dello spam!
Lo spam tradizionale quello che arriva sulla mail è fastidioso ma complessivamente non pericoloso, al limite può creare qualche problema al PC, lo spam che combatte il Travaglio 1.0 può essere non solo fastidioso ma potrebbe diventare pericoloso come lo è il “mailbombing” in questo caso può diventare “mediabombing” i cui effetti non sono tutt’ora noti …
18 Mag
Questo sito è praticamente la prossima futura evoluzione del giornalismo quello più vicino alla gente perché fatto dalla gente, ognuno è il giornalista di se stesso e di tutti inviando il proprio contributo sia video, che audio o semplicemente il vostro articolo di informazione, per ora solo in Inglese ma con quasi certezza presto sarà disponibile anche in altre lingue, il tutto creato dalla CNN che tiene a sottolineare che non garantisce il contenuto, (come se quello dei loro giornalisti fosse garantito), in ogni caso CNN ha capito che aria tira e si mette le sue manine avanti!
Current ormai lo conoscete tutti o quasi, è la Tv online creata dagli utenti per la Tv satellitare, il sogno di Al Gore diventato realtà, da un paio di settimane anche in Italia è presente sia per i contributi online che con la Tv satellitare al canale 130 di Sky, Current in sostanza è molto più di YouTube è un vero e proprio canale Tv dove il palinsesto viene creato dagli utenti sulla Rete.
Sono due esempi concreti di quale sia il futuro dell’informazione e soprattutto della Tv, ed è il caso di iniziare a capirlo prima che “La Corrida” distrugga definitivamente ogni brandello cerebrale!
15 Mag

La “bibbia” del giornalismo italiano, dal Corriere a sua volta tratto da Repubblica:
… Anche se dopo il suo arresto non ha più visto il giornalista Travaglio, l’ex maresciallo Ciuro ricorda bene quella vacanza al «Golden Hill» con Travaglio e il dottor Ingroia durante la quale «si stava insieme, si giocava a tennis e si facevano lunghe chiacchiere a bordo piscina ma poi ognuno faceva la sua vita anche perché c’erano i figli piccoli». E il conto? «Di questa vicenda io non ne so niente, lui ebbe i contatti con la signora del residence. Per il pagamento se l’è vista lui, io non me ne occupai». Più di un dubbio, invece, ce l’ha l’avvocato Sergio Monaco, difensore di Aiello: «Premesso che non sono io la fonte di D’Avanzo, che non conosco, posso solo dire che l’ingegner Aiello conferma che a suo tempo fece la cortesia a Ciuro di pagare un soggiorno per un giornalista in un albergo di Altavilla Milicia. In un secondo momento, l’ingegnere ha poi saputo che si trattava di Travaglio». Qui finisce la storia di una vacanza di tanti anni fa, uno di quegli episodi che possono capitare a chiunque ceda alla tentazione di mischiare villeggiatura, amicizie di lavoro e qualche equivoco di troppo. Ricorrendo alla saggezza di Pietro Nenni, istillata ai giovani socialisti a un congresso del Psi, si potrebbe parafrasare: «A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura».
Dino Martirano
Travaglio hai visto a forza di “rompere i coglioni” hanno trovato pure per te “la storiella” equivoca di frequentazioni mafiose, così ti impari a rompere i coglioni, fatti i cazzi tuoi!
Per gli eventuali e futuri giornalisti imparate dal Corriere e Repubblica come si fà giornalismo, questo è un esempio di giornalismo killer vendicativo creato ad-hoc, su commissione come una vera e propria eliminazione fisica, ma si rischia di meno e la penna non lascia tracce al test della paraffina, però questo giornalismo implica una condizione fisico-igienica, avrete sempre l’alito che puzza di merda conseguenza della lingua attaccata al culo del padrone, sciuoò accucciaaaa!
La replica di Travaglio:
Caro direttore, D’Avanzo è liberissimo di ritenere che i cittadini non debbano sapere chi è il presidente del Senato. Io invece penso che debbano sapere tutto, che sia nostro dovere informarli del fatto che stava in società con due personaggi poi condannati per mafia, che si occupava di urbanistica come consulente del comune di Villabate, controllato dal clan Mandalà, anche dopo l’arresto del figlio del boss e subito prima dello scioglimento per mafia.
Perciò l’ho scritto (dopo valorosi colleghi come Lillo, Abbate e Gomez) e l’ho detto in tv presentando il mio libro. Anche perché la Procura di Palermo sta ancora vagliando le dichiarazioni rese nel 2007 dal pentito Francesco Campanella, già presidente del consiglio comunale di Villabate e uomo del clan Mandalà, sul piano regolatore che, a suo dire, il boss aveva “concordato con La Loggia e Schifani” (Ansa, 10 febbraio 2007).
Ciò che non è consentito a nessuno, nemmeno a D’Avanzo, è imbastire una ripugnante equazione tra le frequentazioni palermitane del palermitano Schifani e una calunnia ai miei danni che - scopro ora - sarebbe stata diffusa via telefono da un misterioso avvocato: e cioè che l’imprenditore Michele Aiello, poi condannato per mafia in primo grado, mi avrebbe pagato un albergo o un residence nei dintorni di Trabia. La circostanza è totalmente falsa e chi l’ha detta e diffusa ne risponderà in tribunale.
Potrei dunque liquidare la cosa con un sorriso e un’alzata di spalle, limitandomi a una denuncia per diffamazione e rinviando le spiegazioni a quando diventerò presidente del Senato. Ma siccome non ho nulla da nascondere e D’Avanzo sta cercando - con miseri risultati - di minare la fiducia dei lettori nella mia onorabilità personale e nella mia correttezza professionale, eccomi qui pronto a denudarmi.
Se questo maestro di giornalismo avesse svolto una minima verifica prima di scrivere quelle infamie, magari rivolgendosi all’albergo o dandomi un colpo di telefono, avrebbe scoperto che: 1) non ho mai incontrato, visto, sentito, inteso nominare questo Aiello fino al giorno in cui fu arrestato (e comunque, non essendo io siciliano, il suo nome non mi avrebbe detto nulla); 2) ho sempre pagato le mie vacanze fino all’ultimo centesimo (con carta di credito, D’Avanzo può controllare); c) ho conosciuto il maresciallo Giuseppe Ciuro a Palermo quando lavorava alla polizia giudiziaria antimafia (aveva pure collaborato con Falcone). Mi segnalò un hotel di amici suoi a Trabia e un residence ad Altavilla dove anche lui affittava un villino.
Il primo anno trascorsi due settimane nell’albergo con la mia famiglia, e al momento di pagare il conto mi accorsi che la cifra era il doppio della tariffa pattuita: pagai comunque quella somma per me esorbitante e chiesi notizie a Ciuro, il quale mi spiegò che c’era stato un equivoco e che sarebbe stato presto sistemato (cosa che poi non avvenne). L’anno seguente affittai per una settimana un bungalow ad Altavilla, pagando ovviamente la pigione al proprietario. Ma i precedenti affittuari si eran portati via tutto, così i vicini, compresa la signora Ciuro, ci prestarono un paio di cuscini, stoviglie, pentole e una caffettiera. Di qui la telefonata in cui parlo a Ciuro di “cuscini”. Ecco tutto.
Che c’entri tutto questo con le amicizie mafiose di Schifani, francamente mi sfugge. Qualcuno può seriamente pensare che, come insinua D’Avanzo, quella vacanza fantozziana potrebbe rendermi anche solo teoricamente ricattabile da parte della mafia o addirittura protagonista di “una consapevole amicizia mafiosa”? Diversamente da Schifani, non solo sono un privato cittadino. Non solo non sono mai stato socio né consulente di personaggi e di comuni poi risultati mafiosi. Ma non ho mai visto né conosciuto mafiosi, né prima né dopo la loro condanna. Chiaro? Se poi questo è il prezzo che si deve pagare, in Italia, per raccontare la verità sul presidente del Senato, sono felice di averlo pagato.
Ps. Su una sola cosa D’Avanzo ha ragione. Tra i miei ex direttori, ho dimenticato quello del “Borghese”: Daniele Vimercati. Era uno splendido e libero giornalista. Purtroppo non c’è più, l’ha portato via a 43 anni una leucemia fulminante. Mi manca molto.
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