Petrolio giù, Dollaro sù, una sceneggiata momentanea?

Viene il “sospetto certo” che ci si sta preparando alle prossime elezioni americane, i sintomi si stanno manifestando da alcune settimane, non è la febbre ovvio, ma il prezzo del petrolio che scende dopo aver scalato le vette più alte delle quotazioni borsistiche mondiali, anche il dollaro contribuisce per quel che può alla campagna presidenziale USA cercando di riemergere dalle ceneri dei mesi scorsi.

Che i prezzi erano mantenuti alti artificialmente dalla speculazione ormai anche i pinguini lo sanno, stesso discorso ma con differenti varianti per il dollaro, che indebolito favorisce l’export delle industrie americane a svantaggio di quelle europee ed italiane, le ovvie complicità sono stipendiate a Bruxelles anche con i nostri soldi!

La campagna presidenziale USA si giocherà sue temi classici dell’americanismo, patriottismo, difesa e petrolio, con relativo abbassamento del costo della benzina alla pompa, basta poco per convincere gli americani, gli metti l’inno, gli dai un buono sconto per l’armeria e la benzina a buon mercato ed è fatta, ed è così che andrà, ma sarà solo un’illusione momentanea una specie di deja vu che terminerà subito dopo le elezioni qualunque sia il presidente, ma per i mesi a venire gli americani dovranno essere sereni ed avere l’impressione che tutto vada ancora bene nel più grande paese al mondo … è già stato tutto scritto.

Goldman Sachs sta facendo del suo meglio per aiutare le presidenziali, manovrando le quotazioni di dollaro e petrolio, dato che la previsione che avevano fatto per il 2009 era di 200 dollari al barile, c’è star sicuri che non hanno sbagliato previsioni, visto che le gestiscono!!

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E siamo al profondo rosso, tra poco arrivano gli zombie

Zombie

Non si tratta della sceneggiatura di un film di Dario Argento, ma della realtà che è ben peggiore di qualsiasi film orror, è l’economia speculativa terminale prossima al trapasso, ed il Sole 24 Ore titola:

Borse europee in profondo rosso, Milano cede il 2,48%

Pioggia di vendite sui mercati europei, di fronte ai nuovi record del petrolio e ai timori le difficoltà del settore dei mutui, che hanno messo in ginocchio le agenzie di riassicurazione Fannie Mae e Freddie Mac.

E’ la sceneggiatura di un film da brivido, presto proiettato in tutte le famiglie italiane e pensate che culo sarà gratuito, sarà possibile guardarlo in Technicolor e con il Surround, ovviamente manco a dirlo pieno di effetti speciali, alcuni li abbiamo già assaggiati nel Trailer di questi ultimi mesi con benzina alle stelle e rincari degli alimentari.

La regia è ad opera delle banche centrali, l’aiuto regia le banche d’affari con l’assistenza dalle banche minori, il copione è stato scritto a quattro mani per ora non meglio definite ma qualcuno pensa a Bilderberg e Trilateral, ma ci sono elementi che fanno pensare anche ad altri autori di primo piano, la location scelta per il film è la Terra e per questo nuovo colossal sono stati ingaggiati tutti i suoi abitanti che a quanto pare avranno tutti una parte attiva nel film.

Buona visione!

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E alla fine il petrolio diventa un dramma mondiale

Petrolio

Le stanno proprio inventando tutte per alimentare e nello stesso tempo giustificare i continui rialzi del petrolio, di conseguenza i continui rialzi di povertà diffusa, adesso ci si mette pure la Russia a rompere i coglioni come se “Zio Sam” non bastasse!

Il solito splendente Sole 24 Ore scrive:

Il prezzo del barile di petrolio arriverà «presto» a 250 dollari, contro i 146 attuali. La previsione del numero uno del colosso del gas russo Gazprom, Aleksei Miller, è solo una delle tante che si susseguono in questi giorni.

Pare che ora anche la Russia vuole dare il suo contributo alla distruzione di milioni di persone al mondo ed alza la posta a 250 dollari, 50 in più di quanto aveva previsto Goldman Sachs, è la solita guerra fredda dei due paesi e come sempre fanno a gara a chi ce l’ha più grosso, quelli che ci vanno in mezzo come sempre si attacchino al cazzo!

Sempre il Sole 24 Ore:

Sarebbe innanzitutto un problema di natura energetica: il Pianeta dipende dal petrolio. E il suo consumo, avverte l’Aie (Agenzia internazionale dell’energia) è in crescita. Ma non solo: plastica, giocattoli, borse, computer, «non c’è un prodotto o servizio sulla Terra che non sia collegato al petrolio – dice Cutler Cleveland, direttore del centro di studi energetico-ambientali all’università di Boston -. Gran parte della crescita economica e della popolazione del ventesimo secolo sono legate a una grossa disponibilità di petrolio». Per questo non sarebbe “solo” un problema energetico. Sarebbe un dramma per l’economia mondiale. E le possibili soluzioni appaiono ancora lontane e onerose.

Ecco, pare che solo oggi abbiamo scoperto a cosa serve il petrolio oltre che a far girare vuoti Tir e Suv, ora sappiamo grazie ad articoli come questo che dipendiamo totalmente dalla plastica, quindi da un derivato del petrolio, chi lo avrebbe mai detto che la bottiglia di minerale altissima e purissima prima che una bottiglia piena d’acqua fosse uno scarto del petrolio, questo è uno scoop giornalistico!

Ma torniamo al costo del petrolio, se mai arrivasse ai 250 dollari e guardiamo indietro come siamo arrivati male agli attuali 150 scarsi a me vengono in mente scene apocalittiche, se è vero che il picco di estrazione petrolifera sia già arrivato e la richiesta del petrolio è sempre crescente specie da parte dei paesi asiatici, non ci sono molto altre alternative, o si comincia a pensare ad un uso razionale delle risorse e avviarsi verso fonti alternative oppure tanto vale rassegnarsi a non avere più nulla, che dite sarà ora di limitare i consumi in modo razionale?

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Mezzo mondo alla fame per volere dei Reali?

Principi

Secondo la denuncia di Lyndon LaRouche sarebbero i Reali a volere la fame nel mondo, il Principe Filippo d’Inghilterra e il Principe Bernhard d’Olanda, secondo LaRouche sarebbero le oligarchie dei due paesi a promuovere l’iperinflazione di energia e del cibo.

Sempre secondo LaRouche i due vorrebbero eliminare l’80% della popolazione umana attraverso una combinazione di guerre, malattie e carestia, arrivando nelle prossime generazioni ad una drastica riduzione della popolazione a due miliardi di persone, quindi un terzo del totale sopravviverebbe, i paesi più colpiti sarebbero proprio quelli asiatici con il più alto sviluppo e non solo, quindi Cina, India, Indonesia, Malaysia, Pakistan, Zimbabwe, Marocco.

In questa prospettiva dice LaRouche i governi saranno impegnati a fronteggiare emergenze di tipo energetico ed alimentare volute dalle oligarchie e dai loro seguaci servi, in quella che potrebbe essere una catastrofe umanitaria, aggiunge non è troppo tardi ancora per porre rimedio a tutto questo, ma aggiunge che prima occorre eliminare il potere oligarchico inglese.

Il vertice di Jeddah dove si sono riuniti i principali capi di governo per discutere sull’aumento della produzione petrolifera non ha prodotto risultati, anzi stando alla stampa sono stati tutti delusi, e questo vuol dire che non ci saranno grandi cambiamenti, almeno per ora, quindi LaRouche non ha tutti i torti quando dice che la catastrofe è imminente, prevedendo un autunno molto caldo!

A voler essere ottimisti c’è da piangere, non resta che sperare in Robin Hood a questo punto, solo lui può avere la meglio contro lo sceriffo di Nottingham, solo lui può aiutare la popolazione affamata e vessata, ma gli inglesi amano i Reali e guai chi glieli tocca, un pezzo di pane forse lo potranno sempre avere!

Se devo dire il mio pensiero non credo sia solo il volere dei Reali se così fosse, ci sono altre gerarchie che controllano il petrolio ed il mercato, ma qualche sospetto può anche esserci, come per il fatto che la nuova borsa del petrolio iraniana è una bella spina nel culo della borsa inglese ed americana, in quanto questa ha come moneta di riferimento l’Euro che di fatto aiuta a schiacciare il dollaro, insomma sto cazzo di Iran gira e rigira ha sempre qualche responsabilità, ma credo che a spaventare di più siano gli effetti della loro borsa … altro che uranio!!

Via: http://www.larouchepac.com/

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